EXPO 2015: domani la risposta dei privati

Dopo la lettera ultimatum del Sindaco di Milano Letizia Moratti di settimana scorsa, é prevista la risposta di Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi entro la giornata di domani giovedì 14 ottobre. Intanto, divampa la polemica politica, i maggiori partiti attaccano a mani basse le divisioni della maggioranza che, con il PdL governa Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di

Milano, partito di Silvio Berlusconi che è debole di fronte alle critiche, molte delle quali sono condivise dalla maggior parte dei residenti in città, dato importante a circa sei mesi dalle elezioni che debbono stabilire chi sarà l’inquilino di Palazzo Marino (in queste ore l’ex Ministro Beppe Pisanu, nella sua qualità di Presidente della commissione Antimafia dichiara che “nelle ultime elezioni candidate persone indegne“).

Vedremo cosa succederà in aula, non è più tanto la questione dei terreni che ci preoccupa quanto il fatto di cominciare a vedere cosa sarà il post Expo” sono le parole del leghista Davide Boni, Presidente del Consiglio Regionale che poi aggiunge che “serve un colpo d’ala, l’obiettivo è così importante che se perdiamo Expo, non lo perde la Moratti o i Cabassi, ma lo perdiamo tutti“.

Più critico l’ex Presidente della provincia di Milano Filippo  Penati che dichiara come “il consiglio si è già espresso in modo inequivocabile, dicendo come sia opportuno che le aree dell’Expo siano di proprietà pubblica. Questa indicazione è stata largamente disattesa e ci si è infilati in un pasticcio che consentirà a chi concede oggi i terreni di costruire domani palazzi di 14 piani e una città da 15mila nuovi abitanti“.

Il candidato alle primarie Pd Stefano Boeri conferma quanto dice da settimane, cioé che “gli ennesimi tentennamenti sulla disponibilità delle aree private di Rho-Pero non fanno che confermare come l’unica soluzione per l’esposizione sia di realizzarla su un’area pubblica“.

Anche l’Udc Enrico Marcora non risparmia critiche e lancia la proposta di “aprire un concorso di idee per il dopo Expo che coinvolga la società civile, le associazioni e tutti i cittadini“.

In questo scenario, i soci privati si prendono tutto il tempo necessario, nel rispetto dei tempi previsti dalla lettera sopra citata, per dare la risposta definitiva, si consultano di continuo con avvocati e tecnici prima di mettere nero su bianco e chiudere così questa annosa questione che, tristemente, si sta trascinando da oltre due anni.

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