Milano da bere

Prima ci sono gli Emirati Arabi, poi il Messico e in terza posizione nel consumo mondiale di acqua minerale troviamo l’Italia (in Europa siamo al primo posto, però!). Partendo dalla sorgente, l’acqua minerale ha evidentemente un costo, l’imbottigliamento e il trasporto incidono in misura notevole, pensiamo poi alla raccolta differenziata condominiale, nonché allo smaltimento di tutte le bottiglie vuote. E se, tagliassimo la testa al toro e si bevesse esclusivamente l’acqua del rubinetto?

Dopo un viaggio a Venezia qualche anno fa, durante il quale il sindaco Cacciari lanciò una campagna a favore dell’uso dell’acqua municipale, molte famiglie si sono convertite a berla quotidianamente. Anche in Liguria questa sana abitudine ha preso piede, segnaliamo che il Comune di Sestri Levante, lo scorso anno, ha organizzato una manifestazione analoga sul suo territorio (‘Imbroccala‘) e regalato una bottiglia a chi aderiva all’iniziativa.

E poi se vai all’estero, magari anche solo girato l’angolo nel sud della Francia, ad esempio, e vai in qualche comune brasserie a mangiare puoi tranquillamente chiedere di pasteggiare con ‘eau municipale’. A Milano non sempre è così, la tendenza è guadagnare un euro (come minimo) servendoti un bicchiere di acqua minerale (in città trovi ancora qualche bar che ti porta un bicchierino di acqua insieme al caffè).

Si comincia presto ad istruire le persone nel consumo di acqua imbottigliata, basti pensare a quando viene consigliata una marca piuttosto che un’altra per allungare il latte dei neonati, ma una volta come si faceva?

Dati scientifici alla mano, possiamo dire che ogni distributore/acquedotto in Italia è obbligato ad effettuare controlli sulle caratteristiche dell’acqua e segnalare eventuali problemi all’Istituto Superiore di Sanità quando i parametri non sono conformi. I controlli vengono effettuati almeno quattro volte all’anno. Ogni cittadino può direttamente contattare la propria Asl di competenza per avere informazioni in merito.

Infine segnaliamo come lo scorso 2 ottobre ci sia stata la presentazione italiana del Manuale del Piano di Sicurezza per l’Acqua, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il Water Safety Plan (Wsp), è stato realizzato a cura del Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie, Medicine Naturali e Talassoterapia (CRBBMN) dell’Università degli Studi di Milano, scopo della pubblicazione è quello di assicurare in modo continuativo la sicurezza  l’accettabilità di una fornitura acquedottistica.

Il responso è che l’acqua italiana è salubre.

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