MEMORIALE SHOAH MILANO, MANCANO I FONDI

Lo scorso 26 gennaio 2010, in occasione delle celebrazioni collegate al Giorno della Memoria, è avvenuta una cerimonia toccante alla Stazione Centrale, precisamente è stata posata la prima pietra di quello che dovrà diventare il Memoriale della Shoah di Milano, evento al quale parteciparono tutte le massime autorità cittadine, oltre ai rappresentanti della comunità ebraica italiana e milanese (per i dettagli in merito: https://faremilano.wordpress.com/2010/11/21/ambrogino-doro-liliana-segre-premiata/).

Successivamente, lo scorso inizio settembre, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, in occasione della “Giornata della Comunità Ebraica“, esprimeva la sua forte  preoccupazione per la carenza di fondi, necessari per completare i lavori riguardanti il Memoriale della Shoah, impegnandosi in prima persona ad aiutare economicamente la comunità ebraica, al fine di raggiungere l’obiettivo finale.

Da allora un silenzio assordante è calato sulla vicenda, siamo andati alcuni giorni fa in Via Ferrante Aporti a vedere lo stato di fatto, abbiamo trovato il cantiere chiuso, ci si domanda, pertanto, qual è la situazione reale.

Di certo, il costo dei lavori, è lievitato parecchio, nel corso degli anni, fino ad arrivare a complessivi 9 milioni di euro. Di questa ingente somma, una parte, di circa 500.000 euro, è stata coperta dal Comune di Milano negli scorsi mesi, come sopra evidenziato, ma, dalle scarne notizie che trapelano ufficialmente, sembra che la strada per reperire i soldi necessari al completamento del lavoro sia ancora lunga e irta di difficoltà.

Speriamo che, entro circa trenta giorni, quando si celebrerà un’altra Giornata della Memoria, qualcosa si sblocchi e che si possa avere finalmente una copertura finanziaria al 100% dei lavori che ancora mancano, di certo, la crisi internazionale non aiuta, pochi sono gli sponsor in grado fisicamente, in questo periodo, di mettere mano al portafogli, ancora meno i privati disponibili.

Ancora una volta, i cittadini, milanesi, ebrei e non, sono gli unici veri sconfitti di questa vicenda, un lavoro di questa portata, anche per il rispetto che l’opera in sé vuole rappresentare, sarebbe dovuta essere portata avanti esclusivamente qualora ci fossero state tutte le garanzie economiche e fideiussorie del caso, ci poniamo, pertanto, alcune domande, difficile, ma auspicabile, sarà riuscire ad avere una risposta:

1) come è possibile che il costo sia quasi raddoppiato negli anni, fino ad arrivare alla cifra di 9 milioni di euro?

2) I diretti interessati, ovvero, la Comuità Ebraica di Milano (CEM) , la Fondazione CDEC, la Comunità di Sant’Egidio e l’Associazione Figli della Shoah, come si stanno muovendo rispetto a questa complessa vicenda?

3) cosa stanno facendo, in maniera concreta, tutte quelle persone che lo scorso 26 gennaio hanno fatto bellissimi discorsi in occasione della posa della prima pietra del Memoriale della Shoah, ovvero, il formale inizio lavori del cantiere?

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

Kevin John Carones – faremilano@gmail.com

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