MILANO PROTESTA SILENZIOSA CONTRO LA GELMINI IL FLASHBOOK

Si chiama flashbook ed è una forma di protesta silenziosa : ci si dà appuntamento in un luogo prestabilito, facebook funge da ‘agenda’ per coordinare le diverse persone. Il luogo può essere una piazza, l’incrocio tra due strade molto frequentate, lo spazio di fronte ad una vetrina importante, ogni partecipante si presenta con un libro, ci si accomoda per terra e silenziosamente si inizia a leggere, il tutto per circa un’oretta di tempo, poi il gruppo si disperde. Ecco le parole di due studenti milanesi per spiegare questa forma di protesta:

Pulita e rispettosa: ma anche la nostra è violenza

Come riempiresti il silenzio di 140 persone che leggono, insieme, sedute per terra in piazza impedendoti di passare? Flash Book è un modo diverso di fare protesta: persone di ogni tipo si incontrano nello stesso luogo, leggendo un libro a scelta, aderendo personalmente al gesto espressivo comune. Come un flash mob, ma con il libro. Il silenzio è essenziale: è la nostra forma per comunicare senza essere strumentalizzati, sottraendoci alla violenza della connotazione politica e ideologica.

L’idea di Flash Book è nata agli inizi di dicembre nel pieno delle agitazioni studentesche, nel disagio che accomuna studenti e non, nei confronti di una cultura malata, un problema generalizzato che va ben oltre la riforma Gelmini. L’esigenza di trovare un’iniziativa potente ma intoccabile, legale, era latente da tempo. Un modo per mostrare un volto nuovo della protesta: la sua dignità, la sua ragionevolezza, la sua legittimità.

Il concetto di fondo è che il silenzio ingombrante della lettura, oggi, può essere un fortissimo simbolo di protesta. Sabato scorso (22 gennaio in piazza Cordusio) eravamo molti a testimoniare che la cultura è importante. Essa è stata e rimane fondamento di ogni percorso politico, sia esso pubblico o personale, a dispetto della sua progressiva mortificazione. Ciascuno ha i propri motivi per partecipare e la propria denuncia da gridare. Chi vuole, può esprimersi liberamente in un volantino personale da distribuire durante l’evento: Flash Book vuole essere catalizzatore di tante singolari proteste.

Sabato 11 dicembre 2010 il primo evento Flash Book, organizzato in due giorni al rientro dal ponte, aveva raccolto solo 9 temerari, nonostante la discreta diffusione dell’invito nelle aree studentesche più “attive”. Sedersi in 9 nel bel mezzo del fiume dello shopping, di fronte alla Rinascente, è stata un’esperienza. Nell’ora e mezza del nostro studio intensivo la gente si fermava, prendeva i volantini, talvolta chiedeva, si complimentava. Ma non interrompeva il silenzio, lo rispettava. Forse lo stimava.

Noi eravamo, a sorpresa, euforici: da rifare! Questo è stato il primo Flash Book.

Da allora abbiamo creato il gruppo su Facebook, che ha raccolto 500 iscritti in meno di tre giorni, e organizzato il secondo ritrovo, sabato 18, che ha visto una partecipazione inaspettatamente numerosa. Flash Book, però, è rimasto lo stesso un evento. Internet è un mezzo potente e ci permette di dibattere e fare proposte in tempo reale in uno spazio condiviso, ma solo nello spazio concreto della piazza Flash Book è reale.

Una cosa che molti non colgono guardandoci da fuori è che Flash Book, a modo suo, è di una violenza profonda, “pulita”, rispettosa: il passante, spiazzato, non può che trasformarsi in spettatore, non può rimanere indifferente, proseguire oltre senza chiedersi il perché. Per comprendere questa violenza bisogna innanzitutto capire che la violenza di cui la Cultura è ogni giorno oggetto è subdola, silenziosa, arriva dalla tivù come dal becero esempio di politici e famosi: per questo qualsiasi risposta fisicamente violenta non può fermarla.

Nonostante Flash Book possa essere liquidato da molti come protesta anti-Gelmini, il suo significato collettivo non è schierato politicamente, ma vuole solo dare la possibilità di esprimere il proprio dissenso particolare: ogni lettore, poi, ha la propria protesta, ha il proprio motivo per essere scontento. Alcuni a favore, altri contro, la loro posizione è pacificamente integrata in un gesto espressivo semplicemente piacevole.

faremilano@gmail.com

 

 

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