STADI PROPRIETA’, CALCIO E POLITICA: STOP ALLA LEGGE

Potevamo votare una proposta unitiaria, ma c’è stato chiesto di cancellare il rispetto dei vincoli archeologici, storici, artistici, idrologici, architettonici e ambientali. Come è pensabile che si possa costruire uno stadio dove non si può costruire un ospedale o una scuola?”. Queste le parole di Giovanni Lolli, uno dei promotori della legge sugli stadi ed ex sottosegretario allo sport.

Amarezza profonda è stata espressa da tutti i componenti della Commissione della Camera dei Deputati che avrebbe dovuto votare la mozione all’unanimità, al fine di dare una accellerata all’iter di approvazione, tuttavia, la richiesta (caldeggiata dal mondo del calcio) di inserire nella norma una deroga alle leggi comunali su tematiche delicate quali l’ambiente e/o i vincoli sopra menzionati ha di fatto affossato la votazione.

Ad oggi, dunque, chi volesse costruire uno stadio di proprietà (a Milano, ne parla soprattutto l’Inter, mentre, se il progetto andasse in porto, il Milan sarebbe intenzionato a continuare a giocare allo stadio San Siro Giuseppe Meazza), dovrebbe portare avanti un iter che, senza questa legge incagliata in Parlamento, sarebbe di parecchi anni, pertanto, non è, nè sarà possibile, trovare alcun proprietario di squadra di club disposto ad investire su un progetto ex novo (la Juventus sta ricostruendo lo Stadio Delle Alpi).

Per il mondo del calcio, inteso come i tifosi, questa è una giornata triste (anche se molti non ne sono informati), senza questa norma i ricavi delle squadre italiane saranno minori, senza gli introiti garantiti dagli stadi di proprietà saranno gioco forza inferiori gli investimenti dei patron,  senza i migliori giocatori al mondo sarà più difficile per Milan o Inter vincere di nuovo una coppa internazionale.

Questo pericolo è stato spesso sottolineato da Adriano Galliani, Presidente Vicario del Milan e uno dei massimi esperti di calcio in Italia, di certo, l’idea di utilizzare delle scorciatoie per ottimizzare una costruzione (e favorire il mondo degli immobiliaristi) non può essere piaciuta ai parlamentari.

E se spiace per i tifosi, d’altra parte, riteniamo giusta e corretta la decisione della Commissione, soprattutto in un momento come questo, dove, le tematiche dell’ambiente sono così importanti per tutti i cittadini.

Kevin John Carones – faremilano@gmail.com

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