INTER E LEONARDO: UNA SETTIMANA DA INCUBO

L’allenatore dell’Inter Leonardo ha probabilmente vissuto una delle peggiori settimane della sua vita, lavorativamente parlando, due sconfitte sonore in quattro giorni (contro il Milan e contro lo Shalke, otto gol subiti, due sole reti all’attivo) riportano l’Inter sulla terra, dopo il Triplete dell’anno scorso, evento rarissimo, mai accaduto in Italia prima che Mourinho allenasse ad Appiano Gentile.

Il derby contro il Milan sembrava fosse una semplice partita storta, influenzata anche dal coinvolgimento emotivo del suo allenatore per il suo passato rossonero, la sconfitta di ieri sera contro lo Shalke, squadra undicesima in classifica nel Campionato teutonico (Bundesliga), pone, invece, grandi interrogativi, sebbene, proprio questa mattina il Presidente Moratti ha voluto evitare allarmismi, precisando che si tratta di una “cosa inaspettata, forse dovuta alla stanchezza“.

Ma sarà proprio così? La rete e i tifosi nerazzurri si dividono. La maggior parte indica come unico colpevole l’allenatore Leonardo, accusato di non essere in grado di gestire l’eredità di Mourinho (errori di formazione, di presunzione, motivazionali e di errata lettura della partita sono le critiche più frequenti, più di un supporter auspicava il ritorno di Leo al Milan!).

Altri tifosi, invece, sono più vicini al pensiero morattiano, e sono più propensi a dare la colpa allo stato di forma carente di troppi elementi della squadra nel momento topico della stagione (come mai nessun turnover in queste due partite? Meglio un asino sano che un cavallo zoppo, il pensiero ricorrente).

Di certo, l’Inter ha perso, in pochi giorni, la grande occasione di completare la “remuntada” in Campionato (oggi è terza, scavalcata anche dal Napoli) e di arrivare in Semifinale di Champions League (praticamente impossibile qualificarsi, fra sette giorni, in Germania, bisognerebbe vincere 4-0 in trasferta, anche se, poche ore fa, Cambiasso ha rilasciato dichiarazioni positive in tal senso).

Di certo, la formazione nerazzurra, per confermarsi sul piano internazionale, avrebbe bisogno, nella prossima sessione di calcio mercato, di tre innesti di prima fascia in squadra, oltre a migliori alternative, in caso di infortunio: quando uno, o entrambi i giocatori, della coppia titolare di centrali difensivi sono assenti (Lucio e Samuel, entrambi del 1978, 33 anni) la differenza è enorme (con tutto il rispetto per Chivu, Ranocchia e Cordoba), inoltre, giocatori come Zanetti (1973) o Cambiasso avrebbero bisogno di tirare, ogni tanto, il fiato.

Montolivo, De Rossi, Ganso, Sanchez, sono alcuni dei nomi che circolano in queste ore (insieme a quelli di Jacob, M’Bia, Sahin e Farfan), esperti ipotizzano anche un cambio in panchina, i tifosi sognano un ritorno di Mourinho, tecnico del Real Madrid che, nel dopo partita, dopo la vittoria di ieri sera dei Blancos contro il Tottenham ha dichiarato che “nel calcio non si sa mai, se perdiamo la Champions abbiamo ancora lo scudetto da giocarci e la Coppa Italia da vincere. Sono molto dispiaciuto ma nel calcio non si sa mai”.

Riusciranno i nerazzurri a tornare competitivi in Europa l’anno prossimo, oppure, come temono i più pessimisti, il ciclo è finito e occorre una vera rifondazione? Al tempo, l’ardua sentenza.

Kevin John Carones – faremilano@gmail.com

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