MILANO CONCORSO PER GIOVANI: 5000 EURO IN PREMIO

 Dalle fotografie agli articoli giornalistici, dai racconti ai video. È aperto a tutti i registri d’espressione il concorso “Vola alto. Sblocco d’immaginazione narrativa”, presentato ieri allo Spazio Mercury dall’Associazione Marco Formigoni.

Alla presentazione del bando, che si ispira proprio ad alcune righe scritte dal giornalista scomparso, erano presenti Manuela Kovacs, presidente dell’associazione, il vicepresidente Piero Scaramucci, Paolo Limonta, della segreteria del sindaco e alcuni giurati, tra cui Gad LernerLaila Pozzo, don Gino Rigoldi e Assunta Sarlo.

Il concorso è aperto a tutti i giovani tra i 18 e i 36 anni, di qualsiasi nazionalità, con lo scopo di spingerli alla riflessione e al racconto di storie vere o di fantasia attorno ai temi dell’integrazione e della multiculturalità; abbattere recinti, separazioni e discriminazioni con la promozione di progetti che contribuiscano a far circolare idee di pace e giustizia. Il concorso si caratterizza per la grande apertura di registri e codici comunicativi: reportage giornalistici, fotografie, racconti ma anche riproduzioni video, anche girati col telefonino. Ai giurati il difficile compito di confrontare risultati così diversi e trovare tra loro il lavoro migliore, che sarà premiato a marzo 2012. Premi in denaro anche per il secondo e il terzo classificato, indicati dalla giuria composta da Gad Lerner, Silvia Ballestra, Pietro Cheli, Salvo Mizzi, Laila Pozzo, Gabriele Salvatores, Assunta Sarlo e Manuela Kovacs.

“In città soffia un vento nuovo. E questo premio si inserisce in questo vento – afferma Scaramucci –  Marco amava la politica ma non la classe politica, la giustizia, la ricerca della verità. Facendo il giornalista era sempre alla ricerca della verità. Aveva una capacità di lotta nei confronti del razzismo, al contrario del silenzio e della rimozione, del “nascondere sotto il tappeto” che è lo strumento corrente. Con questo bando vogliamo che si parli e si guardi oltre i luoghi comuni, capire e raccontare agli altri ciò che si vede”.

“È strano che noi che siamo più vecchi di lui siamo invece qui a ricordarlo – ricorda Lerner – Per quelli della sua generazione, i giornalisti come lui non erano tanti. Per la mia generazione era normale fare giornalismo per cambiare il mondo. Per la sua generazione no, iniziavano a nascere le scuole di giornalismo, i legami coi potenti. Ecco perché Marco mi è prezioso. Oggi soffia un vento grazie al quale può essere sconvolta lagerarchia delle notizie. Non è dalle scuole di giornalismo che parti ma cercando gli stimoli giusti dentro di te. Questo concorso serve proprio a questo”.

“Per fare del sano giornalismo bisogna vedere, capire perché è successo, cosa c’è dietro – dichiara don Gino – La legge poi farè il suo corso, i reati devono essere chiamati col loro nome ma bisogna chiedersi il perchè. Milano ha bisogno di una nuova aria soprattutto per i giovani. Conoscendo i ragazzi del carcere minorile, vieni poi a scoprire che 9 su 10 fanno rapine per dare da mangiare alla famiglia. Allora ti accorgi che questa cattiveria ha una storia”.

“Siamo arrivati a Palazzo Marino pensando proprio le cose dette qui oggi aggiungi un appuntamento per oggi – dichiara Limonta – In 5 anni dobbiamo riuscire ad aprire la città all’accoglienza. Vogliamo fare dell’ascolto di chi vive e lavora in città la bussola del lavoro dell’amministrazione. Abbiamo già fatto un gesto simbolico: togliere le transenne attorno al Palazzo perché non è la casa degli amministratori ma dei cittadini”.

I progetti sono da presentare entro il 30 novembre; il bando di concorso può essere scaricato dal sito:

 http://www.marcoformigoni.it/wordpress/?page_id=170

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