MILANO: 25 GIUGNO GAY PRIDE E MATRIMONIO GAY

Si terrà a Milano sabato 25 giugno il Gay Pride, patrocinato dal Comune di Milano, il neo sindaco Pisapia lo ha infatti,  annunciato durante la prima riunione della giunta milanese.

La manifestazione sfilerà per le vie del centro di Milano partendo da piazzale Lima alle 16.30, aprirà le fila una banda di 23 elementi, iniziando con i ragazzi che sono nati nel 1990, anno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità depennò l’omosessualità dall’elenco della malattie ( l’omosessualità figurava fino a quel momento nei manuali di psichiatria).

La manifestazione e soprattutto il patrocinio del Comune di Milano rappresenta una Milano che si pone in maniera ‘accogliente’ nei confronti della comunità lgbt ( lesbica, gay, bisessuale, transessuale e transgender).

E giusto il giorno dopo, domenica 26 giugno verrà celebrato il primo matrimonio gay in Italia. All’altare andranno Ciro e Guido, due giovani che stanno insieme da 7 anni. La cerimonia si terrà presso la chiesa valdese, religione quella valdese che non prevede il sacramento del matrimonio, ma semplicemente benedice le unioni delle coppie.

Ma quello di Ciro e Guido non è il primo matrimonio gay, solo un mese fa si sono celebrate altre nozze di coppie gay secondo il rito vetero-anglicano, in quel caso fu una donna prete, Madre Maria Vittoria Longhitano, parroca di Milano; a queste unioni, manca però di fatto un riconoscimento giuridico.

Queste le parole di Madre Longhitano nell’intervista rilasciata a http://www.queerblog.it:

Come si svolge il rito? È il primo matrimonio gay che celebra?
Sì, sono le prime nozze gay. Le due coppie le conosco perché sono proprio nostri parrocchiani. La formula prevede un po’ il classico rito. Per esempio: “Letizia ricevi questo anello simbolo del mio amore nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Cosa vorresti dire ai gay che si sentono rifiutati dalla fede o che non credono?
Se siete credenti cercate un prete che benedica la vostra unione, il vostro impegno davanti a Dio. Dovete essere visibili per la comunità, non dovete nascondervi. Se invece pensate di non avere fede, riflettere sul perché non siete credenti. Dio non è maschilista o omofobo come vuole una certa rilettura del Vangelo.

Intanto a Milano, dopo le bandiere arancioni sventolano quelle arcobaleno, quest’ultima infatti non è soltanto la bandiera della libertà ma nasce negli anni ’80 a San Francisco con l’artista Gilbert Baker che la disegnò a mano personalmente con 8 colori: serenità, spiritualità, natura, vita, sessualità, salute, luce del sole, magia. Oggi la bandiera ha soli 6 colori ma conserva immutata la sua valenza simbolica.

Anna Sara Balloni  faremilano@gmail.com 

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