COMUNE MILANO CONTRO PUBBLICITA’ OFFENSIVA DELLE DONNE

Creeremo un giurì con il compito di vigilare sui manifesti che vengono appesi per le vie di Milano. Toglieremo quelli offensivi“, queste le parole di Francesca Zajczyk, sociologa incaricata dal sindaco Giuliano Pisapia, di trovare una soluzione alle (troppe) pubblicità che puntano sui doppi sensi e urtano il decoro e la sensibilità femminile.

Slogan dall’evidente doppio senso come “la patatina tira”, fotografie di donne praticamente nude con frasi allusive, come quella della azienda di impianti fotovoltaici con la frase “montami a costo zero”, piuttosto che (ultimo in ordine cronologico) quello apparso nei tram della città con lo slogan “Sono Maria, non sono vergine e ho una forte spiritualità” non possono e non debbono più essere tollerati.

La questione non è di semplice soluzione: è sufficiente avere tra le mani un mouse o un telecomando per evidenziare quanto si debba ancora fare tra rete internet e programmi televisivi, tuttavia, una realtà come una pubblica amministrazione ha il dovere civico di difendere il ruolo e l’immagine della donna nella società moderna, il tutto, a prescindere dalle opinioni di ciascuno (maestro di queste campagne pubblicitarie fu Oliviero Toscani, il quale, ai tempi di Benetton con cartelloni choc divideva l’opinione pubblica fra favorevoli e contrari).

Siamo passati, dunque, nel giro di qualche lustro, dallo slogan “Milano da bere” a quello meno edificante che viene oggi condannato apertamente dal Ministro Carlo Giovanardi (pochi mesi fa il politico si schierò anche contro un manifesto Ikea a favore delle coppie omosessuali), il quale, a proposito dell’utilizzo del corpo della religione come veicolo pubblicitario, dichiara che è “degradante e offensiva per i milioni di credenti che ci sono in Italia e dunque un vero e proprio vilipendio della religione“.

Kevin John Carones  – faremilano@gmail.com 

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2 risposte a COMUNE MILANO CONTRO PUBBLICITA’ OFFENSIVA DELLE DONNE

  1. giulia ha detto:

    condivido l’iniziativa da diffondere e ripetere in ogni città.italiana,siamo tutte stanche di questo tipo di pubblicità che alimenta comportamenti aggressivi verso le donne.

  2. alex ha detto:

    ne abbiamo abbastanza delle pubblicita’ in cui le donne sono utilizzate per pubblicita’ sessiste il cui argomento non ha nulla a che vedere con il prodotto venduto.
    siamo il terzomondo della pubblicita’
    una societa’ sessista che non progredisce e un mondo pubblicitario che invece di mandare messaggi positivi invita alla violenza , allo stupro e alla sottomissione delle donne .
    E’ una cosa offensiva e vergognosa e non piu’ tollerabile.
    Sarebbe molto bello vedere la citta’ di Milano farsi portavoce di una scelta di posizione solida e anti violenza che possa essere di riferimento e di esempio anche per altre citta’ e giunte comunali

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