FUNERALE SIMONCELLI, LETTERA DI CLAUDIO COSTA, DOTTORE DELLA CLINICA MOBILE

Ecco una toccante testimonianza diretta del responsabile della Clinica Mobile Claudio Costa (come da suo sito ufficiale http://www.clinicamobile.com/), l’uomo amato da tutto il mondo delle moto, il dottore che, quando il pilota cade e si fa male, lo fa ripartire sia dal punto di vista medico, sia sotto il profilo psicologico, una lettera e uno stralcio dell’ultima intervista a Marco Simoncelli, contenuta in un libro.

Al crepuscolo di questa domenica piena di dolore il mio sogno vorrebbe disperatamente che un piccolo frammento di stella dal nome Marco Simoncelli non venisse spazzato via.

Destino crudele, perché minacci il mio sogno? Cosa posso sperare? E sperare di fare che cosa, al di là delle lacrime per la fanciullezza perduta e al di là dell’angoscia nuda del dolore, sempre più insopportabile perché mi fa sentire impotente e colpevole di non averti stretto fra le mie braccia? Nulla. Quando il destino bussa alla porta proviamo la terribile sensazione di essere impotenti.

Il giovane campione di nome Marco se n’è andato con il tramonto del sole della Malesia e il suo andare è stato un rumore di vita, il rumore gioioso che Marco ci ha sempre regalato.

Il rumore dell’intervista che Marco mi ha rilasciato al Mugello nel mese di luglio mentre veniva massaggiato dal suo fidato fisioterapista.

Quel giorno, all’inizio dell’intervista, avrei voluto rivolgermi ad un antico cavaliere e lui mi ha detto: “Diobò! Sono solo un lesto ragazzo con una folta capigliatura gradito a tanti, amato dalla sua ragazza e dai suoi genitori.”

Il massaggio continua, la sua pelle viene accarezzata da mani esperte che scivolano sul suo atletico corpo e mi allontano un poco per rispettare quel rituale.

Con commozione riporto la conclusione dell’intervista che gli avevo fatto per il libro che sto scrivendo e che con tutto il mio affetto gli dedicherò. Ecco le ultime domande.

…dottorcosta: “Cosa pensi del dolore?”
Marco: “ Non mi piace. Ma lo sopporto. E’ inutile lamentarsi. Lo sopporto in silenzio. Diobò è meglio così”.
dottorcosta: “Cosa pensi del dolore dell’ anima?”
Marco: “È brutto, tanto brutto, ma dopo lo sconforto che deriva da questa cosa brutta, mi viene come una carica. Mi sento meglio e guido meglio la moto”
dottorcosta: “Quando corri contro chi corri?”
Marco: “Mi verrebbe da dire per battere gli altri. Poche pugnette non voglio stare dietro. Poi, se ci penso ti dico che corro perché provo una sensazione unica, non te lo so spiegare, ma è qualcosa di speciale, nascosto dentro di me”.
dottorcosta: “Perché hai i capelli lunghi?”
Marco: “Mi piacciono, non mi fanno sentire normale, mi fanno sentire particolare, me stesso, unico”.
dottorcosta: “Ti senti solo?”
Marco: “No! No! C’è la mia famiglia, la mia morosa i miei amici che godono dei miei successi, c’è la clinica mobile che mi aiuta nei momenti difficili. Sento quanto bene c’è attorno a me, tanto di quel bene che mi scalda”.

Il massaggio è finito, l’intervista è finita.

Il padre Paolo e la graziosa morosa di Marco hanno ascoltato compiaciuti.

Io ringrazio, con una carezza, uno dei miei piloti preferiti e gli racconto una mia riflessione: “Quando in questo campionato sei caduto e sei caduto tante volte molti ti hanno criticato, giudizi diabolici, ingiusti, invidiosi.

Molti hanno addirittura preteso d’insegnarti ad andare in moto.

Alcuni hanno vivamente consigliato di dirti di stare tranquillo, di consigliarti la prudenza.

Ti ricordi, invece, cosa ti ho detto? Ti ho confessato che il collettivo, abbaiando contro l’umanità, ha dimenticato, forse perché non lo può ricordare, quando ha iniziato a camminare. Si cade, ci si rialza, si torna a cadere, ci si rialza di nuovo e spesso si ritorna a cadere. Tutto questo accompagnati dal sorriso della madre che ci consola e ci incita a perseverare, senza nessun accenno di rimprovero.

Poi tutti abbiamo imparato a camminare spediti, ma pochi sono riusciti a percorrere il sentiero che porta alle vette della vita, perché la salita era troppo ardua e faticosa. Perché criticarli? Non sono già severamente puniti dal loro insuccesso?

Invece tu, caro Marco, non solo salirai i gradini della vetta della vita, ma anche quelli del podio, dove come premio non c’è la coppa, ma il riconoscimento della tua forza di aver guardato in faccia alla Morte e sconfiggerla.”

Ora la mia profezia si è avverata. Sei salito sul podio della Cecoslovacchia e dell’Australia. Oggi in Malesia hai guardato in faccia la Morte. E mentre ti stava avvolgendo con il suo nero mantello gli hai detto: “Diobò, ma non vedi che io non sono umano, perché io sono i miei sogni e con il mio talento sono il pane degli Dei che tu non potrai mai toccare? Non ti accorgi che rubi solo il mio corpo? Al contrario, il mio sorriso, la mia bontà, la mia simpatia rimarranno per sempre nel cuore di tutti. Per sempre. Non vedi che nello scacco che ti ho dato le lacrime si stanno per trasformare in ebbrezza? Ci metteranno un po’ di tempo, ma io credo molto in questo miracolo, specialmente per la mia famiglia e la mia ragazza. Questa è la mia vittoria nel Gran Premio della Malesia durato due giri.”

Chi nello sport, inseguendo i suoi sogni, insegue contemporaneamente la sua tragedia, esce dal mondo della umanità per entrare nel mondo del divino, cruento, violento, ma pur sempre divino.

Chi muore inseguendo un sogno sorride alla morte e il sorriso cancella qualsiasi violenza.

L’alpinista sorride alla vertigine dell’altezza, il subacqueo sorride all’inquietudine degli abissi, il motociclista sorride all’ebbrezza della velocità.

Lo sport è il palcoscenico, dove il corpo e la mente celebrano la loro potenza in quella fase della vita che è la gioventù.

Nel motociclismo il gesto del pilota è esaltato dal rischio, un filo sottilissimo che separa, nel grigiore dell’asfalto, la vita dalla Morte.

Un tenue confine tracciato dal pericolo, dove la vita, per cercare la vittoria, si spinge fino al brivido del suo eccesso.

Oggi, Marco, hai provato quel brivido. Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.

claudio marcello costa, clinica mobile (volutamente in minuscolo).

AGGIORNAMENTO 26/10 ore 12.00 =

I funerali di Marco Simoncelli saranno trasmessi in diretta Tv (Sky e Italia 1), con inizio alle 14.30, la Curia ha negato la possibilità che Vasco Rossi canti alla cerimonia.

AGGIORNAMENTO 28/10 = Sta aumentando sempre più la richiesta della rete, tramite il social network Facebook, di intestare e intitolare il circuito di Misano Adriatico al pilota Marco Simoncelli, in poche ore oltre 130.000 adesioni su diverse pagine di Fb.

faremilano@gmail.com 

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17 risposte a FUNERALE SIMONCELLI, LETTERA DI CLAUDIO COSTA, DOTTORE DELLA CLINICA MOBILE

  1. That is a good tip particularly to those fresh
    to the blogosphere. Short but very accurate info… Many thanks for sharing this one.
    A must read article!

  2. fabiana ha detto:

    sic mi manca un casino!

  3. Nicola ha detto:

    Immenso dott. COSTA, con le lacrime agli occhi ho appena letto la sua lettera. Cerco di imaginare il dolore che prova per la perdita di un altro dei suo tanti figli.
    La passione, la competenza e la sensibilità che lei sempre ha dimostrato, la rendono idealmente il padre anche di tutti noi che amiamo questo sport.
    grazie di esistere,
    Nicola

  4. Patrizia Alloni ha detto:

    dottore costa….un grande Signore molto umile…..ha descritto –un grande e umile campione con le sue parole…….. MARCO…. che con la sua semplicità è entrato nei nostri cuori ……èD è STATO FACILE VOLERGLI bene .,,ma DIFFICILE E IMPOSSIBILE DIMENTICARLO……CIAO Marco…..

  5. antonio miola ha detto:

    Caro dottor Costa,ho avuto più volte modo di seguirla nei vari gran premi,quando la intervistavano, come la invidiavo,per il lavoro che svolgeva ma,soprattutto per l’uomo che c’era dietro a quel microfono,traspariva la gioia per quello che faceva e tanti piloti come Marco ne han goduto della sua esperienza e bravura,Marco.sicuramente là in alto parlerà bene di lei e Marco resterà per sempre vivo nei nostri cuori.

  6. carla f, volutamente in minuscola ha detto:

    Diobo’ come mi è entrato nel cuore… Da domenica che non la smetto di piangere e solo ogni tanto mi chiedo il perché… Incredibile… con i miei 40 anni non ho sentito una cosa del genere per nessuno che non abbia toccato con le mie mani…
    Ora vorrei toccare i tuoi boccoli e dirti, dai… dimmi che tutto era finto… Fammi ridere come prima… Dimmi che ti rivedrò ogni domenica dal divano di casa mia con mio marito e mio figlio di due anni e mezzo…
    Perché te ne sei andato??? Non mi venite con stronzate della perfezione e che qualcuno ti voleva lassù…
    Fammi sorridere ancora…..
    Grazie dott. Claudio Costa… Una bellissima lettera

  7. _iLLuSi0n_ ha detto:

    claudio marcello costa, clinica mobile (volutamente in minuscolo). Il volutamente in minuscolo è quello che più mi ha colpito. Sappiamo che il mitico dr. costa è un po’ il dottore di tutti nel motociclismo… e conosciamo bene il suo animo gentile e l’attaccamento ai piloti. Complimenti a lui per la bellissima lettera scritta con il cuore. E complimenti a Marco per le emozioni che ci ha saputo dare nei suoi anni di moto.

  8. andrea ha detto:

    Caro Dottore,
    il mio pensiero va inevitabilmente al buon Marco ed alla sua tragica fine, con tutto l’immenso dolore che ha lasciato tra noi motociclisti e tra tutta la gente, sportiva e non, che gli ha sempre voluto bene perche’ contagiata dalla sua schiettezza, solarita’ , e simpatia.
    Lei conferma,ancora una volta se mai ce ne fosse bisogno, di essere un Uomo speciale pieno di attenzioni e poetica umanita’, tutti i Piloti del moto Gp sono fortunati di poter godere delle sue amorevoli cure, per il corpo e per l’anima.
    Andrea

  9. anna ha detto:

    marco ora che nn ci sei piu chi guidera la tua mot e chi darano i tuoi aplausi mi dispiace tantto anche se io nn tio mhai visto corerre in tvu mha mie bastatto vedere per lutima volta e sei un campione dell monndo e lo sarei sempre anche adila marco simoncelli, ragazzi vi dico solo questto lasciatelo riposare in pace marco simoncelli nn predete le sue foto e vi fate vedere in fb ha poker zinga verognatevi lascite il dolore alla sua famigna e alloro silenzio che bruto scherzo che tia fato il destino marco cosa hai fat di male per meritartti questo io penso nulla mha dio ci fa nascere poi ci porta con lui t.v b hai un viso da angielo e ricci doro adio marco

  10. Paolo Corona ha detto:

    grazie d.ott. Costa
    grazie Marco

  11. Paolo Corona ha detto:

    grazie d.ott. Costa (in maiuscolo) perchè seondo il mio punto di vista lei non è iferiore a nessuno, un uomo con questa sensibilità merita grande rispetto onore a lei e al grande grande Marco.
    cordiali saluti
    Paolo Corona

  12. alain gariglio ha detto:

    Caro dottore, le sue parole entrano direttamente al cuore. è ruiscito a strapparmi un’alra lacrima.

  13. adriana ha detto:

    La commozione in questo momento è la padrona di tutto,……lo penso in tuta da angelo e lo vedo fra gli altri inconfondibile come sempre.

  14. angelicasgherri@alice.it ha detto:

    …ho avuto l’enorme piacere di conoscere Marco in questa circostanza…mi sembra assurdo versare lacrime per un ragazzo che non conoscevo l’esistenza fino a domenica…ma è così…nella vita nulla accade per caso…e sapere che da lassù ci sorride un angelo come lui ci aiuterà a migliorare prendendo esempio da ciò che è stata la sua vita….

  15. Loredana Gentile ha detto:

    Dott. Costa, lei è la prova vivente che un uomo di scienza può anche avere fede e credere in Dio. Io la ammiro moltissimo e condivido tutte le sue stupende parole. Mando un saluto a Marco che Il Signore ha richiamato a se, dopo avercelo dato per un pò, per la gioia dei nostri occhi, ma soprattutto dei nostri animi…
    Sarà un angelo bellissimo e spero di poterlo incontrare, perchè se cosi sarà vorrà dire che sono entrata in paradiso.
    Loredana Gentile

  16. angy251177 ha detto:

    Caro Dott.Costa, le sue parole mi hanno commossa…io non seguivo appassionatamente questo sport ma avevo notato il carisma di Marco…spero solo che sia in pace…

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