RISTORANTE THE CUBE A MILANO, DAL 19/12 AL 26 APRILE 2012

Un nuovo ristorante a Milano sta per aprire (per un periodo limitato di quattro mesi circa, dal prossimo 19 dicembre 2011, fino al 26 aprile 2012, progetto finanziato dalla multinazionale svedese Electrolux) in Via Ugo Foscolo 1, vista spettacolare sulla piazza e sulle guglie del Duomo (sullo sfondo la Terrazza Martini e la Torre Velasca), il locale sarà aperto tutti i giorni dalle 13.00 alle 15.30 e dalle 21.00 alle 24.00, prenotazione obbligatoria (va fatta on line al sito www.electrolux.it/cube).

Un cubo di cristallo che vede Milano come seconda tappa europea (dopo Bruxelles e prima di Londra e Stoccolma), il palato dei clienti sarà soddisfatto da piatti e prelibatezze cucinate da chef stellati Michelin (Costardi, Colleoni e Sarri).

Ecco la dichiarazione di un dirigente Electrolux in merito: “The Cube by Electrolux offrirà ai suoi ospiti un’esperienza multisensoriale, unica ed irripetibile, non solo per la possibilità di assaggiare piatti straordinari davanti ad un panorama mozzafiato, ma anche per l’opportunità di interagire con alcuni tra i più grandi chef italiani, che lavorano con Electrolux anche nei loro ristoranti, imparando trucchi e segreti del mestiere. Per dar vita ad eventi memorabili anche a casa propria. Naturalmente se si hanno a disposizione i giusti strumenti, come il nostro nuovo forno a vapore“.

Solo diciotto persone per volta potranno assaggiare i manicaretti, gli ospiti saranno tutti intorno al medesimo tavolo (con un meccanismo particolare scenderà dal soffitto) e la cucina è a vista.

Secondo indiscrezioni, infine, questa esperienza culinaria costerà ai clienti una somma di 200 euro a persona.

Kevin John Carones – faremilano@gmail.com 

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12 risposte a RISTORANTE THE CUBE A MILANO, DAL 19/12 AL 26 APRILE 2012

  1. natalia bedate ha detto:

    E dopo parlano della crisi….ma chi è il deficente che porta un bambino bravo o educato che sia a mangiare a un ristorante dove si spende 200 euro a testa…..per favore pensiamoci ai bambini che non hanno ne anche un pezzo di pane da portarsi in boca e i nostri bambini li lasciamo a casa a mangiare il suo piatto di pasta al sugo.

  2. Pingback: I FRATELLI CEREA AL POSTO DI BERTON AL TRUSSARDI SCALA DI MILANO | Faremilano

  3. mariagrazia ha detto:

    sono perfettamente d’accordo con FAREMILANO…ma con tanti ristoranti che ci sono a milano,proprio al the cube???devono portare dei bambini???che come sempre disturbano e i genitori se ne fregano(pero predicano bene e razzolano male)gli stessi…e poi in un ristorante particolare come questo e con soli pochi posti non vedo proprio il caso ,anc se sono educati x una serata lasciamoli pure a casa….cosi’ anche non disturbano gli altri ospiti che non spendono poco …e si godino questa stupenda serata….

    • valentina ha detto:

      Per Mariagrazia:
      Forse la vita ti ha castigata non dandoti dei figli, non capisco questo accanimento, disturbo…disturbo…disturbo forse l’unica disturbata sei tu!

  4. Liuk73 ha detto:

    Io sono perfettamente d’accordo con elettrolux: è notorio che i bambini siano dei colossali disrtutbatori. Ci sono migliaia di ristoranti, pizzerie e trattorie: suo figlio lo porti li. E se è particolarmente educato meglio per lei, ma non è che si può decidere caso per caso…

  5. Martina Righetti ha detto:

    Salve. Io sono andata sul sito di the Cube per vedere i costi e prenotare, leggendo mi sono imbattuta nelle domande più frequenti e la prima riguarda i bambini e trovo scritto che i bambini sotto i 12 anni non vanno portati perchè non ci sono infrastrutture adeguate e questo lo posso anche capire, ma c’è un’altra motivazione: che potrebbero fare rumori e disturbare gli altri ospiti e questo francamente mi pare offensivo ed eccessivo da scrivere, oltre che da pensare!
    Ho scritto anche alla Electrolux direttamente, ma voglio divulgare il più possibile la cosa perchè una società che permette si scriva che i bambini disturbano è un brutto segno secondo me.
    Ho anche scritto, perchè la critica sia costruttiva, che potrebbero fare delle giornate dedicate solo ai bambini, con dei menù specifici e ne guadagnerebbero in clientela e in sensibilità.

    Martina Righetti ( mamma di un bambino di 4 anni che tra l’altro al ristorante si comporta benissimo! )

    • faremilano ha detto:

      Sottoscriviamo in pieno quanto scritto dalla signora Righetti!

      • faremilano ha detto:

        1. I bambini e/o gli animali domestici possono accedere a The Cube?
        -Consigliamo di non portare animali domestici o bambini di età inferiore a 12 anni, dato che The Cube non è dotato delle infrastrutture o del design necessari a garantire loro comodità, attenzioni e sicurezza. Inoltre, il ristorante è un ambiente piccolo con un numero limitato di posti, e qualsiasi rumore verrebbe considerato eccessivo e di disturbo per gli altri ospiti………..( la prima domanda che si può leggere dal sito del ristorante).

    • Andrea ha detto:

      Spiace constatare che, mentre chi non ha figli capisce spesso meglio i diritti di chi ne ha (non far rumore quando i bambini dormono, ad esempio) e non si fa problemi ad accettare l’esistenza di locali specializzati per le famiglie con bimbi piccoli, queste ultime pretendono spesso che l’intero Universo si conformi ai propri desiderata, curiosamente bollando come egoista chi non la pensa come loro.
      Ma chi è più egoista, chi pretende rispetto per le proprie abitudine per i propri spazi ma rispetta altresì spazi ed abitudini altrui o chi invece esige l’assoggettamento di tutti gli spazi ed i comportamenti al proprio modus vivendi?
      Mi conceda poi una nota finale:
      non mi permetto di dubitare della sua parola circa l’educazione di suo figlio ma, stanti così le cose, sappia che il suo è uno dei pochi.
      Viaggio moltissimo e rimango spesso allibito dalla colossale, diffusissima maleducazione dei bambini italiani e dall’altrettanto diffusa arroganza dei loro genitori.
      Cordialità,
      Andrea Bruschi

    • Andrea ha detto:

      Egr. Sig.ra Righetti,
      sono assolutamente contrario a quanto scrive e perfettamente d’accordo con la Direzione, sin troppo manichea nel far capire che i bambini piccoli non sono graditi.
      Men che meno in un locale dove si spendono anche €400 per una cenetta in coppia, è assurdo rischiare di avere una simile cena rovinata, dopo magari averla prenotata da settimane.
      E’ profondamente antidemocratico decidere in prima persona cosa rechi o no disturbo al prossimo.
      E’ bene che chi ha figli capisca una buona volta che il prossimo non deve essere costretto a subirne eventuali fastidi.
      Come, in verità, per tutte le cose: se apprezzo la musica ad alto volume di notte devo essere conscio del fatto che al mio vicino può non piacere e la notte ha diritto di dormire.
      A Milano attrazioni, svaghi, locali e quant’altro sono numerosissimi e molto diversificati: ognuno può trovare i suoi spazi.
      Allo stadio non posso lamentarmi se il mio vicino urla a squarciagola, a teatro si.
      Se vado in una discoteca punk/acid-house non posso lamentarmi se la musica spacca i timpani, se sono in biblioteca si.
      Se passo per un parco giochi non posso lamentarmi se ci sono bambini che strillano, se sono in un ristorantino romantico si.
      Ma nessuno mi obbliga ad andare o non andare in nessuno di questi posti: molti ambienti sono calibrati sulle esigenze di una clientela particolare, altri sono per tutti.
      certe regole valgono financo nel vestire: anche se mi piace quando la mia ragazza si metta in mini, top elasticizzato con push-up e tacchi a spillo capisco benissimo che, quando è vestita così, non possiamo entrare a visitare una chiesa; anche se siamo agnostici capiremmo benissimo di offendere la sensibilità di chi invece è lì per pregare.
      Per cui non entriamo, oppure entriamo quando lei è vestita diversamente.
      Non c’è niente di male nel parlare al telefono, ma in treno può essere fastidioso.
      Parlare con gli altri è forse uno dei doni più grandi che ha la Razza Umana, ma in certe circostanze è giusto sia proibito (biblioteche, sale relax, cerimonie).
      Le sale fumatori sono state inventate proprio per tutelare i non fumatori da una fastidiosissima abitudine. Che però, se uno lo vuole può, a suo danno, continuare assieme alle persone cui ciò non reca disturbo.
      Lo stesso vale per i resort vacanzieri.
      Ve ne sono (tanti!) specializzati per famiglie con bambini piccoli, altri per giovani single sempre a far baldoria.
      Ed è bene, e in verità ovvio, che sia così.
      E, a onor del vero, se c’è una categoria privilegiata negli svaghi questa pè proprio quella delle famiglie con prole in tenera età, le cui occasioni sconto si sprecano.
      Non parliamo poi degli aerei, che da frequent flyer uso moltissimo, e dove per esperienza posso dire che un bambino piccolo è quanto di peggio possa capitare dopo un terrorista.
      Disturbo colossale e da incubo a parte, un bambino piccolo è su un aereo anche un impegno molto più gravoso in caso di emergenza o semplicemente per l’ordinaria amministrazione del servizio a bordo da parte dell’equipaggio, il cui conto lo pagano tutti.
      Eppure i bambini hanno tariffe agevolate su quasi tutti i voli, fatto che trovo estremamente ingiusto (anche se per fortuna alcune compagnie di pregio hanno cominciato ad organizzare voli children free).
      Esiste un principio sacrosanto di convivenza civile: tutti abbiamo le nostre libertà, ma finiscono quando intaccano quelle altrui.
      Spiace constatare che, mentre chi non ha figli capisce spesso meglio i diritti di chi ne ha (non far rumore quando i bambini dormono, ad esempio) e non si fa problemi ad accettare l’esistenza di locali specializzati per le famiglie con bimbi piccoli, queste ultime pretendono spesso che l’intero Universo si conformi ai propri desiderata, curiosamente bollando come egoista chi non la pensa come loro.
      Ma chi è più egoista, chi pretende rispetto per le proprie abitudine per i propri spazi ma rispetta altresì spazi ed abitudini altrui o chi invece esige l’assoggettamento di tutti gli spazi ed i comportamenti al proprio modus vivendi?
      Mi conceda poi una nota finale:
      non mi permetto di dubitare della sua parola circa l’educazione di suo figlio ma, stanti così le cose, sappia che il suo è uno dei pochi.
      Viaggio moltissimo e rimango spesso allibito dalla colossale, diffusissima maleducazione dei bambini italiani e dall’altrettanto diffusa arroganza dei loro genitori.
      Cordialità,
      Andrea Bruschi

  6. aldo arroni ha detto:

    per favore contattatemi per prenotazioni

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