TRIBONIANO, AI ROM LE CASE ALER

“Le chiavi di dieci case sono già nelle mani delle famiglie Rom che hanno firmato i contratti” – sono le parole del Direttore della Casa della Carità Don Virginio Colmegna – applicata la sentenza di qualche giorno fa che obbligava il Comune di Milano a mettere a disposizione gli alloggi ai rom, suscitando, tra l’altro, le critiche del Primo Cittadino Letizia Moratti.

 Insomma, un Natale da ricordare per alcune famiglie rom povere e disagiate, tra le quali, quella di un bimbo disabile, il quale, a detta dei medesimi rappresentanti della casa della Carità, era in una situazione drammatica.

Critiche feroci alla decisione del tribunale di Milano sono arrivate da esponenti della maggioranza e dalla Lega Nord, citiamo quanto dichairato dal Segretario Provinciale leghista Igor Iezzi, il quale, a tale proposito, ha dichiarato che “per porre fine a questa farsa occorre chiudere i rubinetti alla Casa della Carità, impedendole di mettere piede in qualsiasi campo nomadi, e ‘licenziare’ subito Don Colmegna”.

Molte critiche anche dal Sindaco di Milano che, appena promulgata la sentenza del Tribunale di Milano ha evidenziato l’auspicio che tale decisione non sia “discriminatoria rispetto ai cittadini milanesi e quelli che vivono a Milano”, aggiungendo poi che “noi, che siamo eletti, dobbiamo rendere conto ai cittadini. I giudici non sono eletti e non rispondono ai cittadini”.

 Ad aggiungere benzina sul fuoco, da un lato, la decisione, di qualche giorno fa, della Procura della Repubblica, di aprire una inchiesta penale con l’ipotesi di discriminazione razziale, dall’altro, il ricorso presentato dal medesimo Comune di Milano contro la sentenza del Giudice di Tribunale Roberto Bichi.

Lo scontro frontale fra Comune di Milano e Palazzo di Giustizia prosegue a colpi di carta bollata, in mezzo ci sono, da un lato, questioni giuridiche e cavilli legali che hanno assegnato le case ai rom, dall’altro, le ragioni di migliaia di cittadini lombardi che, da anni, invano, attendono l’assegnazione di una casa popolare e che si sentono, in qualche modo, defraudati da questa decisione.

Alle elezioni comunali mancano pochi mesi, di certo, questa vicenda entrarà in maniera prepotente in campagna elettorale e peserà sulle decisioni dei milanesi.

Kevin John Carones – faremilano@gmail.com

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